Riscaldamento

Cosa succede se un palazzo non si attiene alla scadenza?
Le varie disposizioni regionali prevedono sanzioni pecuniarie.

La ripartizione evidenzia i problemi negli edifici: chi ha unità immobiliari più esposte vedrà bollette più elevate, esattamente come un impianto autonomo. Esistono dei coefficienti correttivi nella ripartizione?
La UNI 10200:2013 non li prevede. Tuttavia se l’assemblea condominiale volesse suddividere le spese compensando gli alloggi maggiormente sfavoriti in termini di esposizione, è possibile adottare il principio di compensazione, che ha lo scopo di tener conto delle situazioni sfavorevoli a causa dell’ubicazione dell’alloggio all’interno della palazzina, ad esempio l’esposizione verso nord o la posizione dell’alloggio sotto il tetto.

È possibile continuare a ripartire le spese sempre in millesimi?
No, le spese devono essere ripartite secondo i consumi: lo indica il Codice Civile, la Legge 10 e la UNI 10200. Non possono avere valore decisioni condominiali che ripartiscano esclusivamente secondo i millesimi.

Per la valutazione dei millesimi di riscaldamento è sempre necessario il rilievo completo dei radiatori degli appartamenti?
I millesimi di riscaldamento possono essere valutati in potenza o in fabbisogno. La valutazione in potenza si basa sul rilievo di tutte le potenze dei corpi scaldanti, la valutazione in fabbisogno invece dai dati di energia ricavati dalla UNI 11300. Nel caso di impianti privi di qualsiasi tipologia di termoregolazione e costituiti da corpi scaldanti a radiatori, convezione o piastre radianti è ammesso l’utilizzo del metodo delle potenze.

È possibile staccarsi dall’impianto centralizzato?
Nonostante la disciplina statale relativa al contenimento dei consumi energetici degli edifici enunci in linea di principio che “è preferibile il mantenimento di impianti termici centralizzati laddove esistenti”, ammette in via eccezionale che l’impianto termico centralizzato possa essere trasformato in impianti con generazione di calore separata per ogni singola unità abitativa, qualora sussistano cause tecniche o di forza maggiore dichiarate in un’apposita relazione tecnica. (art. 4, comma 9 e comma 25 del D.P.R. 59/2009).

Chi ha la responsabilità nel campo della contabilizzazione e termoregolazione?
Le responsabilità sono in capo a tutti i soggetti coinvolti: terzo responsabile, amministratore e singolo condomino. In particolare il terzo responsabile decade nel caso in cui oltre i termini di scadenza previsti dal decreto l’impianto non sia termoregolato o contabilizzato poiché non è possibile dettare la responsabilità di un impianto non a norma.
L’intervento di contabilizzazione si configura per il condominio come innovazione. L’Art 1136, comma 2 del Codice Civile indica che “sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio” dunque per l’approvazione della delibera è sufficiente il parere favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresenti il 50% della proprietà dell’immobile.

Quali sono le sanzioni previste dal 102/2014?
Aziende e Imprese che non installino entro la scadenza sono soggetti a una sanzione da € 500 a € 2500. Le medesime sanzioni sono previste anche per il condominio che non deliberi l’installazione di valvole termostatiche oppure non ripartisca le spese in base alla norma UNI 10200. La sanzione non è da intendersi cumulativa ma verrà comminata ad ogni singola figura coinvolta.